Abiti da sposa made in Italy a Londra – Lockdown e consegne.

Abiti da sposa made in Italy a Londra – Lockdown e consegne.

Vivo a Londra e sto aspettando il mio abito da sposa made in Italy su misura: arriverà in tempo per il matrimonio? Per rispondere a questa domanda ho fatto una chiacchierata telefonica con Mariarosaria, manager dell’atelier Rock&Lace. Questa bridal boutique propone abiti da sposa artigianali realizzati da designer italiani. Nell’articolo vediamo che situazione c’è riguardo a ordini e consegne di abiti da sposa provenienti dall’Italia e quali sono le ripercussioni del lockdown sulle spose che si trovano in Inghilterra.

Rock & Lace – L’atelier di abiti da sposa made in Italy a Londra

Mariarosaria manager italiana apre Rock & Lace nel 2017 con un obiettivo preciso: offrire abiti da sposa made in Italy e di manifattura artigianale all’estero. Il suo atelier oggi offre abiti realizzati da designer che realizzano abiti su misura come: More, Maura Brandino, Nadia Manzato, Donatella Picarreta, Marianna Lanzilli.

<< Tutto è iniziato quando, cercando il mio abito da sposa, mi sono resa conto di quanta eccellenza artigianale abbiamo in Italia e di quanto sia difficile trovarla a Londra. Inoltre, anche l’esperienza nelle bridal boutique è diversa, troppo orientata alla vendita e poco alle emozioni. Così ho deciso di offrire tutto quello che non avevo trovato nel mio atelier: abiti da sposa made in Italy ed un esperienza indimenticabile. >>

Abito da sposa Nadia Manzato – ph Serena Cevenini – MUA Paola Bianchera

Quali sono le fasi per ricevere un abito da sposa made in Italy a Londra?

<< Prendiamo le misure della sposa a cui seguono eventuali modifiche dell’abito. A questo punto inviamo tutti i dati al designer che provvederà all’implementazione delle modifiche. Una volta arrivato l’abito nel nostro atelier organizziamo una serie di fitting per verificare vestibilità e che tutto sia perfetto. >>

Lockdown e consegne: come state gestendo gli ordini dall’Italia?

<< L’atelier è chiuso dalla metà di Marzo e fortunatamente le prime consegne sono fissate per la metà di Maggio. Ad ogni modo, collaborando con atelier artigianali tutti gli ordini dovrebbero essere rispettati perchè i laboratori possono proseguire l’attività. Qui, tutte le spose che avevano fissato il matrimonio per la stagione primavera/estate 2020 hanno posticipato l’evento di un anno quindi alla primavera/estate 2021 per cui, chi riceverà l’abito in questi mesi lo conserverà fino all’anno prossimo. >>

Abito da sposa Marianna Lanzilli – ph: omakarovaphoto – MUA Olga Golovco

Alle spose che hanno posticipato il matrimonio di un anno, come consigli di conservare l’abito ?

<< Quando si tratta di periodi così lunghi noi consigliamo di lasciare l’abito presso il nostro atelier. Questo perchè tenendolo a casa potrebbe:

  • essere esposto ad odori casalinghi,
  • non esserci lo spazio sufficiente per appenderlo,
  • essere visto dal futuro marito in caso di convivenza.

Se invece la ragazza ha la possibilità di portarlo a casa, consigliamo di tenerlo all’interno di un armadio e nella sua custodia con cerniera chiusa. Poi, ad un mese prima delle nozze, fissiamo un nuovo appuntamento per il fitting finale, vediamo se le misure necessitano di piccoli ritocchi e infine, a pochi giorni dal matrimonio, vaporizziamo l’abito per eliminare ogni piega. >>

Abito da sposa More – ph Stefania Paparelli – MUA Francesco Paolo Catalano – Hair Marika Caiola

Qual’è lo stile degli abiti da sposa made in Italy presso il tuo atelier?

<< I nostri abiti sono modelli freschi, leggeri e adatti a movimenti e balli in libertà. Noto sempre più spesso che tutte le ragazze, sia italiane sia inglesi, non cercano più il classico abito da sposa ampio e dal bustino steccato, piuttosto prediligono qualcosa di moderno, leggero e di qualità. Per questo lo stile italiano è riconosciuto e apprezzato anche qui a Londra. >>

E voi care spose italiane all’estero che decisioni avete preso riguardo all’acquisto del vostro abito da sposa? Spero questo articolo possa essere stato utile. A presto, Anna.

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